Concluso il Summit di Milano, al lavoro per l’edizione di Roma.
Alla seconda edizione l’appuntamento milanese del Security Summit si é confermato un appuntamento centrale per il mondo della IT Security italiana. Con oltre 850 presenze, 108 docenti e relatori, 37 seminari, convegni, tavole rotonde il Security Summit in edizione meneghina ha sottolineato con forza alcune costanti della sua fisionomia.
1) Innanzitutto quella di essere un momento di approfondimento e crescita professionale dedicato ai professionisti della security che qui trovano un reale momento di crescita, di confronto, di scambio di opinioni ed esperienze. Lo si é capito dalle numerose e qualificate presenze ai diversi seminari tecnici e a tutte le occasioni formative del convegno.
2) Seconda caratteristica rimarcata anche in questa edizione, dopo il notevole successo dell’edizione 2009, quella di essere l’unica “finestra” italiana qualificata su quanto accade e si pensa nel resto del mondo. Con tre keynote speakers di livello internazionale come i tre relatori che hanno aperto le tre giornate di lavoro, del resto non poteva essere diverso. Affollatissimi i loro densi, impegnativi incontri. Tutti in lingua inglese, ovviamente.
3) Ma la terza caratteristica emersa con prepotenza dal Security Summit di marzo é la profonda, vitale integrazione tra i contenuti che vengono dal mondo della ricerca, della consulenza o della esperienza, con le proposte del mondo dei vendors. Mai come in questa occasione si é capito che non c’é esperienza senza mercato e che non c’é mercato senza l’esperienza dei vendors. Ma é la formula del Security Summit che ha saputo evidenziare questo rapporto positivo: le proposte o le esperienze dei vendors sono state inserite in maniera armonica nel programma convegnistico e hanno contribuito a completare l’approfondimento che docenti universitari, ricercatori, consulenti, uomini dal mondo degli utenti hanno costruito su un determinato tema.
Impossibile infine definire quali sono stati i temi più frequentati dai partecipanti. Praticamente tutte le diverse sessioni hanno avuto una ampia presenza, con seminari che, praticamente ogni giorno, sono proseguiti ben oltre l’orario previsto di chiusura, poiché i relatori sono stati subissati dalle domande dei partecipanti.
Ben frequentati anche i due eventi “ludici” a corredo del convegno:
- CAT2010: la gara tra squadre di hackers del CAT, Cracca Al Tesoro, svoltasi sabato 13 marzo nella zona di Corso Como, che ha visto ben 11 squadre in competizione cui hanno fatto da contorno circa 80 spettatori e appassionati tifosi (cronaca, vincitori e foto sono su: www.wardriving.it/category/cat2010
- Lo HFF: il Festival cinematografico Hacking Film Festival che nelle tre sere di svolgimento del Security Summit ha radunato un gruppo di spettatori nel bel Auditorium delle Scuole Civiche di Milano per la visione di documentari originali e “storici” su hackers e dintorni, con la partecipazione diretta di Mark Abene (Phiber Optik) e l’imprevisto intervento telefonico di Kevin Mitnick.
Terminata dunque l’edizione milanese, siamo già al lavoro per preparare la due giorni di Roma: molti qualificati relatori, molti interessanti seminari e convegni, molte importanti occasioni di crescita professionale. Appuntamento a Roma il 9 e 10 giugno.

































